Piemonte, investimenti e IA: il 59% delle imprese avvia l’adozione
23/04/2026
Nel 2025 le imprese piemontesi hanno concentrato gli investimenti su software, piattaforme digitali, cybersecurity, ricerca e sviluppo, elaboratori, server e cloud, mentre nel 2026 la traiettoria resta la stessa. In questo quadro si inserisce il dato che emerge con maggiore forza dai due studi presentati a Torino da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte: il 59% delle aziende regionali ha già avviato un percorso di adozione dell’Intelligenza Artificiale o si prepara a farlo. Un segnale che fotografa una trasformazione già in corso nel sistema produttivo locale, dove la capacità di investire si lega in modo diretto all’innovazione tecnologica e alla competitività.
Investimenti in ripresa e innovazione trainata dai settori più dinamici
Secondo il monitoraggio sugli investimenti e sull’innovazione realizzato da Unioncamere Piemonte, il 2025 ha segnato un ritorno alla crescita degli investimenti, che hanno riguardato il 30% delle imprese. A mostrare la propensione più alta sono stati i comparti della chimica, dell’alimentare, dell’elettricità e dell’elettronica. L’orientamento prevalente ha riguardato lo sviluppo tecnologico, con una crescita degli investimenti in macchinari interconnessi, sostenuti anche dalla coda degli incentivi Industria 4.0 conclusi a dicembre, e una buona tenuta degli interventi sugli impianti per le energie rinnovabili.
Il 14,8% delle aziende coinvolte nell’indagine ha investito in ricerca e sviluppo, mentre la spesa media per innovazione si è attestata al 7,4% del fatturato. In evidenza il settore dei mezzi di trasporto, che si conferma tra i più attivi. Gli investimenti hanno interessato soprattutto processi, organizzazione e prodotto, con una particolare attenzione al risparmio energetico, alla riduzione dei consumi idrici e all’impatto ambientale. Sul piano territoriale, Asti risulta la provincia con la maggiore propensione agli investimenti, con il 37,8% delle imprese che ha scelto di investire nel corso dell’anno, seguita da Cuneo, Vercelli e Torino.
La forbice tra piccole e grandi imprese resta ampia
Accanto ai segnali di crescita, i dati confermano una distanza netta nella capacità di innovare tra aziende di dimensioni diverse. Le grandi imprese continuano a guidare il cambiamento con quote che superano l’80%, mentre le realtà più piccole mostrano margini di manovra più limitati. Restano sostanzialmente stabili anche i canali di finanziamento utilizzati, a conferma di un assetto che non ha ancora modificato in profondità il modo in cui il sistema produttivo reperisce le risorse per sostenere la trasformazione tecnologica.
Nel commentare l’analisi, il vicepresidente di Unioncamere Piemonte Massimiliano Cipolletta ha letto questi dati come il segnale di un passaggio strutturale: non un semplice miglioramento congiunturale, ma un riposizionamento del tessuto industriale regionale verso un modello che considera l’innovazione una condizione essenziale per restare sui mercati. Nella stessa direzione si colloca anche il richiamo al legame tra tecnologia e sostenibilità, che emerge come tratto ormai integrato nelle strategie di sviluppo di molte imprese piemontesi.
Intelligenza Artificiale già presente in processi, clienti e analisi dei dati
Il secondo studio, dedicato all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese piemontesi e realizzato dal Centro Studi dell’Unione Industriali Torino su input di Confindustria Piemonte, mette in evidenza una corsa particolarmente marcata nel terziario, dove oltre il 60% delle aziende ha già inserito l’IA nei propri processi. Le applicazioni più diffuse riguardano l’analisi dei dati aziendali, l’automazione dei processi produttivi e il servizio clienti. Seguono il controllo qualità, la manutenzione predittiva, il marketing e la ricerca e sviluppo.
L’effetto immediato più citato dalle imprese è l’automazione delle attività ripetitive, indicata nel 23% dei casi. Subito dopo compaiono la riduzione dei costi, segnalata dal 18%, il miglioramento della qualità o della personalizzazione dei prodotti e dei servizi, e i vantaggi in termini di innovazione e creatività, entrambi al 14%. Le aspettative per il futuro restano alte: per questi stessi indicatori la quota di imprese che prevede benefici nei prossimi anni oscilla tra il 55% e il 68%.
Competenze carenti e costi ancora alti tra i principali ostacoli
La diffusione dell’Intelligenza Artificiale si accompagna però a criticità ben definite. Il 43% delle imprese segnala la mancanza di competenze interne adeguate, mentre circa un terzo lamenta i costi elevati delle tecnologie o dei servizi collegati. Più contenuto, invece, l’impatto atteso sui livelli occupazionali: soltanto il 9% delle aziende ritiene che l’adozione dell’IA possa incidere in modo rilevante sul lavoro. Tra gli strumenti di IA generativa più utilizzati compare ChatGPT, mentre il 10,6% delle imprese ricorre a sistemi sviluppati internamente e l’8,6% utilizza piattaforme cloud con funzionalità GenAI integrate.
Per il presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto, il Piemonte parte da una posizione solida nel panorama italiano dell’Intelligenza Artificiale grazie alla qualità della ricerca, alla presenza di grandi player industriali e a un ecosistema di supporto che supera i cento milioni di euro di investimenti pubblici e privati. Un ruolo viene attribuito anche alla presenza a Torino di AI4I, indicata come leva utile per aumentare la consapevolezza del valore degli investimenti concreti in questo ambito. A sostenere questa prospettiva arrivano anche le posizioni del sistema bancario: UniCredit richiama la necessità di accompagnare le imprese con soluzioni finanziarie e advisory dedicate, mentre Intesa Sanpaolo segnala di avere erogato nel 2025 al territorio piemontese 3,2 miliardi di euro di credito a medio e lungo termine, in aumento del 22% rispetto all’anno precedente.
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