Piemonte, fino a 25mila euro per le varianti urbanistiche
31/07/2026
Contributi fino a 25mila euro e priorità ai Comuni con meno di 5mila abitanti per accelerare la conclusione delle varianti ai Piani regolatori generali comunali. Il Consiglio delle Autonomie Locali del Piemonte ha esaminato i criteri di assegnazione delle risorse previste dalla legge regionale “Cresci Piemonte”, confrontandosi con l’assessore Marco Gallo sulle modalità operative del nuovo sostegno.
Tempi ridotti per le varianti ai Piani regolatori
La legge introduce un regime transitorio applicabile fino al 31 dicembre 2030, durante il quale i termini dei procedimenti urbanistici potranno essere sensibilmente ridotti, arrivando in alcuni casi a essere dimezzati. La misura punta a rendere più rapida l’attuazione di programmi e progetti, compresi quelli promossi da soggetti privati e sostenuti attraverso finanziamenti pubblici.
Le risorse saranno utilizzate per accompagnare gli enti locali nella fase conclusiva delle procedure relative alle varianti dei Piani regolatori generali comunali. Si tratta di attività che richiedono competenze tecniche, aggiornamenti documentali, verifiche ambientali e adempimenti amministrativi, spesso difficili da affrontare per i Comuni con strutture organizzative ridotte.
Durante la riunione del CAL, presieduta da Mauro Barisone, i rappresentanti degli enti locali hanno valutato i criteri proposti dalla Regione e formulato osservazioni sulle condizioni di accesso ai contributi. Il provvedimento ha ottenuto un apprezzamento generale, accompagnato da alcune richieste di modifica accolte dall’assessore Gallo.
Copertura del 90 per cento per il riuso delle aree dismesse
Il finanziamento regionale potrà coprire fino al 90 per cento della spesa ammissibile quando la variante urbanistica sarà collegata al recupero di aree dismesse o a interventi capaci di ridurre il consumo di nuovo suolo.
Negli altri casi, la percentuale del contributo sarà pari al 70 per cento della spesa riconosciuta. Per ogni domanda potrà essere concesso un importo massimo di 25mila euro.
La maggiore intensità di finanziamento prevista per i progetti di rigenerazione urbana intende favorire il recupero di edifici, complessi produttivi e terreni già trasformati ma inutilizzati. Il meccanismo dovrebbe rendere economicamente più sostenibile la revisione degli strumenti urbanistici necessaria per assegnare nuove funzioni a questi spazi.
La misura potrà sostenere anche interventi legati a programmi finanziati con risorse regionali, nazionali o europee, riducendo il rischio che ritardi amministrativi impediscano agli enti di rispettare le scadenze previste.
Priorità ai piccoli Comuni piemontesi
I Comuni con una popolazione inferiore a 5mila abitanti avranno priorità nell’assegnazione dei contributi. Potranno partecipare sia singolarmente sia attraverso forme associative, una possibilità pensata per favorire la collaborazione tra amministrazioni territorialmente vicine.
L’assessore Gallo ha spiegato che il criterio demografico tiene conto delle maggiori difficoltà organizzative affrontate dai piccoli enti. La carenza di personale specializzato e le limitate disponibilità finanziarie possono infatti rallentare l’elaborazione delle varianti e la conclusione dei relativi procedimenti.
L’intervento regionale mira quindi a rafforzare la capacità amministrativa dei Comuni e ad accelerare progetti con ricadute sul recupero urbano, sui servizi locali e sullo sviluppo economico. Dopo il confronto con il CAL, la Regione potrà completare il provvedimento attuativo definendo le procedure per la presentazione delle richieste e l’erogazione delle risorse.
Articolo Precedente
Incendi in Calabria, 64 volontari Aib Piemonte a Scalea