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Piemonte, alloggi degradati: fissate le regole per gli espropri

01/10/2026

Piemonte, alloggi degradati: fissate le regole per gli espropri

La Regione Piemonte definisce i criteri per l’espropriazione per pubblica utilità di alloggi in cattivo stato di conservazione collegati a condotte di reato dei proprietari. La seconda Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Mauro Fava, ha espresso a maggioranza parere preventivo favorevole sulle regole predisposte dalla Giunta. La misura è prevista dall’articolo 22 ter della legge regionale sull’edilizia sociale e mira al recupero degli immobili da destinare successivamente all’edilizia sociale.

Tre condizioni necessarie per avviare l’esproprio

La procedura potrà partire soltanto quando saranno presenti contemporaneamente tre condizioni. La prima è una sentenza o un decreto definitivo di condanna del proprietario per uno dei reati contemplati dalla normativa, tra i quali figura l’autoriciclaggio. Sarà inoltre necessario accertare un collegamento tra il reato e l’immobile interessato e ottenere dal Comune una certificazione che attesti lo stato di conservazione scadente dell’alloggio.

Le procedure saranno affidate alle Agenzie territoriali per la casa, le Atc, competenti per territorio. Al termine dell’espropriazione saranno proprio le Agenzie a diventare proprietarie degli immobili, che dovranno poi essere recuperati e destinati all’edilizia sociale.

Prima dell’intervento saranno valutati costi e fabbisogno abitativo

L’avvio del procedimento non sarà automatico. Le Atc dovranno preliminarmente valutare il fabbisogno abitativo della zona e verificare la sostenibilità economica dell’operazione, considerando sia l’indennizzo dovuto per l’esproprio sia le spese necessarie per la ristrutturazione dell’immobile.

La procedura dovrà seguire le diverse fasi previste dalla normativa nazionale in materia di espropriazioni: dalla conferenza dei servizi alla dichiarazione di pubblica utilità, fino alla determinazione e al pagamento delle indennità, all’adozione del decreto di esproprio e all’immissione nel possesso.

Comuni, Circoscrizioni, Procure e Tribunali potranno inoltre trasmettere alle Atc informazioni su immobili caratterizzati da condizioni di degrado e allarme sociale, nei casi previsti dalla norma e in presenza di una condanna definitiva.

In Commissione richiesti chiarimenti sull’applicazione

Durante l’esame del provvedimento sono state avanzate diverse richieste di approfondimento. Alice Ravinale di Avs ha chiesto chiarimenti su chi dovrà valutare il collegamento tra il reato e l’immobile, mentre Monica Canalis del Pd ha posto il tema del rapporto tra le competenze delle Atc e quelle della magistratura.

Pasquale Coluccio del M5s ha sollevato la questione degli eventuali inquilini estranei ai reati e delle risorse necessarie per sostenere l’operazione. Nadia Conticelli del Pd ha invece chiesto approfondimenti sul rapporto tra pubblica utilità, condizioni igienico-sanitarie e costi di recupero.

Nuove regole allo studio anche per le rimesse Ncc

Nella stessa seduta la Commissione ha proseguito l’esame della proposta di modifica della normativa su taxi e noleggio con conducente, Ncc. Tra le disposizioni esaminate figura l’obbligo di comunicare ai Comuni interessati la localizzazione delle rimesse aggiuntive.

Le strutture dovranno rispettare le prescrizioni in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione incendi e disporre di servizi igienici adeguati per il personale. Le nuove rimesse dovranno inoltre rientrare nelle delimitazioni territoriali omogenee individuate da Province e Città Metropolitana, che saranno chiamate a verificare periodicamente le misure previste e a trasmetterne gli esiti all’Osservatorio regionale della mobilità.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.