Piemonte, talenti e competenze al centro del Fesr 2021-2027
23/04/2026
Il capitale umano come leva decisiva per la competitività delle imprese e per la crescita del territorio. È questo il messaggio emerso con nettezza dall’appuntamento annuale del Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027, che il 22 aprile ha riunito a Torino, nella sede dell’ITC ILO, istituzioni, sistema produttivo e mondo accademico. Al centro dell’incontro, intitolato “Magneti di innovazione: competenze e talenti al centro dell’impresa”, la strategia con cui il Piemonte punta a trasformare formazione, ricerca e attrazione dei profili altamente qualificati in un motore stabile di sviluppo economico.
Il Fesr punta su ricerca, innovazione e alta formazione
La linea indicata dalla Regione mette in relazione in modo diretto investimenti, innovazione e qualità delle competenze. In uno scenario segnato dall’avanzata delle tecnologie di frontiera, trattenere sul territorio ricercatori, specialisti e giovani ad alta formazione viene considerato un passaggio essenziale per trasformare la spesa pubblica in istruzione in valore produttivo concreto. L’obiettivo è fare in modo che il sapere acquisito nei percorsi universitari e professionali non si disperda, ma trovi uno sbocco nelle imprese piemontesi, rafforzandone la capacità di competere e di innovare.
A ribadire questa impostazione è stato l’assessore regionale alle Attività produttive Andrea Tronzano, che ha ricordato come il programma regionale del Fesr destini oltre 280 milioni di euro al sostegno dei percorsi di ricerca, sviluppo e innovazione delle imprese. All’interno di questa cornice si colloca anche il bando Matchin, strumento pensato per consentire alle piccole e medie imprese di inserire ricercatori e profili altamente specializzati, con una dotazione di 5 milioni di euro. La misura viene presentata come una delle scommesse più rilevanti della programmazione, con l’ambizione di rendere il Piemonte un polo capace di attrarre competenze e di tradurle in valore economico e sociale.
Formazione, ITS e Accademie di filiera nella strategia regionale
Accanto al sostegno diretto all’innovazione aziendale, la Regione richiama il ruolo della formazione come infrastruttura indispensabile per accompagnare il cambiamento. L’assessore all’Istruzione e Formazione professionale Daniela Cameroni ha insistito proprio su questo punto, sottolineando come l’innovazione tecnologica perda efficacia quando non è affiancata da un investimento sulle persone. In questa prospettiva, il Piemonte rivendica una rete di strumenti che va dai percorsi di apprendistato di alta formazione e ricerca fino al sistema degli ITS Academy, passando per le 11 Accademie di Filiera, per le quali sono già stati stanziati 53 milioni di euro.
Il modello, nelle intenzioni della Regione, mira a ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, coinvolgendo direttamente le imprese nei percorsi formativi. A questo impianto si aggiunge un intervento specifico sul versante delle competenze legate all’Intelligenza Artificiale, con un nuovo programma finanziato da 2 milioni di euro, pensato per formare gli operatori e accompagnare le aziende in una fase di rapida trasformazione organizzativa e tecnologica.
Imprese, università e istituzioni a confronto sui bisogni del territorio
La giornata torinese ha visto la partecipazione di rappresentanti della Commissione Europea, del Ministero delle Imprese, del sistema imprenditoriale e degli atenei piemontesi. Sono intervenuti, tra gli altri, Nicola De Michelis per la Commissione Europea, Giuseppe Bronzino per il Ministero delle Imprese e Giulio Trombetta, presidente di Exclusive Brands Torino. Presenti anche la Città di Torino, le Accademie di filiera e gli ITS Academy, in un confronto che ha messo in evidenza il tentativo di costruire una filiera stabile tra istruzione, formazione avanzata e impresa.
Nel corso dell’incontro sono state portate anche testimonianze aziendali, con gli interventi di Marelli Group, Informatica System e Candioli Pharma, chiamate a raccontare come l’inserimento di talenti altamente qualificati abbia inciso sulla capacità innovativa interna. Sul versante della formazione su misura per le imprese sono stati presentati anche i casi di Lombardi Massimo s.r.l., Belmonte s.r.l. e Coesa s.r.l., a conferma di un modello che prova a legare l’aggiornamento delle competenze alle esigenze concrete del sistema produttivo.
La sfida del Piemonte: trasformare i talenti in sviluppo locale
Dal confronto emerso a Torino prende forma una linea di lavoro precisa: fare delle competenze il fattore che tiene insieme innovazione, occupazione qualificata e crescita territoriale. La Regione punta a costruire un ecosistema nel quale alta formazione e impresa condividano obiettivi e strumenti, evitando che il capitale umano formato sul territorio venga disperso altrove. In questo disegno, il tema dei talenti non viene letto come questione astratta o accademica, ma come parte integrante di una politica industriale che cerca di consolidare la presenza del Piemonte nei segmenti più avanzati dell’economia europea.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.