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Piemonte, quasi 450mila euro per sostenere 25 Ecomusei

07/09/2026

Piemonte, quasi 450mila euro per sostenere 25 Ecomusei

La Regione Piemonte mette a disposizione quasi 450mila euro per sostenere nel 2026 le attività dei 25 Ecomusei riconosciuti sul territorio regionale. È stato approvato il nuovo Avviso pubblico destinato a finanziare programmi capaci di valorizzare patrimonio culturale, ambiente, tradizioni e identità locali, coinvolgendo direttamente comunità, scuole, associazioni e istituzioni. Le domande potranno essere presentate fino al 5 ottobre 2026.

Una rete di 25 Ecomusei diffusa sul territorio piemontese

Il Sistema regionale degli Ecomusei comprende oggi 25 realtà differenti per caratteristiche culturali, sociali, economiche e ambientali. Il loro compito è conservare e raccontare la memoria dei territori, ma anche creare attività capaci di mettere in relazione paesaggio, tradizioni, competenze locali e partecipazione delle comunità.

L’assessore regionale alla Cultura, Marina Chiarelli, ha evidenziato il ruolo degli Ecomusei come presìdi territoriali in grado di collegare persone, luoghi e saperi. La Regione intende utilizzare il nuovo bando anche come strumento per rafforzare la capacità dei territori di sviluppare iniziative culturali con ricadute sulla partecipazione sociale e sull’attrattività locale.

La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso si avvicina ai 450mila euro e sarà destinata esclusivamente ad attività realizzate nel corso del 2026.

Finanziati progetti tra cultura, ambiente e inclusione sociale

Il bando punta a sostenere programmi costruiti secondo criteri di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Tra gli elementi considerati rilevanti figurano il coinvolgimento delle comunità locali, la collaborazione con istituzioni scolastiche e culturali e la partecipazione delle associazioni nei percorsi di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.

Particolare attenzione sarà riservata ai progetti caratterizzati da un approccio interdisciplinare. Le iniziative potranno quindi mettere in relazione cultura, ambiente, educazione, formazione e inclusione sociale, ma anche agricoltura, turismo, pianificazione territoriale e cura del paesaggio.

L’obiettivo è favorire attività capaci di incidere sulla qualità della vita dei territori, rafforzando allo stesso tempo la conoscenza delle identità locali e le connessioni tra le diverse realtà piemontesi.

Contributi da 3mila a 50mila euro

Potranno presentare domanda sia i gestori pubblici sia quelli privati degli Ecomusei riconosciuti dalla Regione. Tra i soggetti pubblici ammessi figurano enti locali singoli o associati, enti di gestione delle aree protette ed ex Province. Per il settore privato potranno partecipare associazioni e fondazioni culturali senza scopo di lucro.

Ogni programma di attività dovrà prevedere un costo complessivo di almeno 6mila euro. Il contributo richiesto potrà invece variare da un minimo di 3mila euro fino a un massimo di 50mila euro.

Le iniziative dovranno essere riferite al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Il bando ammette esclusivamente spese correnti direttamente collegate alle attività previste dai programmi, mentre restano escluse le spese di investimento.

Domande entro il 5 ottobre tramite Pec

I soggetti interessati dovranno presentare la richiesta di finanziamento utilizzando la modulistica predisposta dalla Regione Piemonte. La documentazione dovrà essere trasmessa esclusivamente attraverso Posta elettronica certificata.

La scadenza è fissata al 5 ottobre 2026 compreso. Entro quella data i gestori dovranno quindi definire il proprio programma annuale, indicare il quadro economico delle attività e specificare il contributo richiesto nel rispetto dei limiti previsti dall’Avviso.

Con il nuovo finanziamento, la Regione punta a sostenere una rete che opera nei borghi, nei paesaggi rurali e nelle aree caratterizzate da specifiche tradizioni produttive e culturali. Gli Ecomusei potranno utilizzare le risorse per sviluppare progetti di valorizzazione, educazione e partecipazione, rafforzando il rapporto tra patrimonio locale e comunità che lo custodiscono.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to