Piemonte, nuove regole per rinnovabili e data center green
17/07/2026
Il Piemonte accelera sulla produzione di energia rinnovabile e prepara una normativa specifica per disciplinare l’insediamento dei data center, proteggendo al tempo stesso aree agricole, risorse idriche e patrimonio naturale. La strategia è stata presentata dall’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Matteo Marnati, durante il Forum per la transizione energetica del Piemonte, ospitato il 16 luglio nel Grattacielo della Regione con rappresentanti di Enel Green Power Italia, Terna, Gruppo Iren ed Elettricità Futura.
Autorizzazioni più rapide nelle zone di accelerazione
Uno dei principali interventi riguarda il nuovo Piano regionale per l’individuazione delle zone di accelerazione terrestri destinate agli impianti alimentati da fonti rinnovabili. La Regione ha avviato formalmente la procedura di valutazione ambientale del documento, che introdurrà un regime autorizzativo più rapido rispetto a quello previsto per le normali aree considerate idonee.
L’obiettivo dichiarato è dimezzare i tempi necessari per ottenere i titoli autorizzativi, riducendo gli adempimenti amministrativi e offrendo maggiore certezza agli operatori. La pianificazione esclude le aree protette e i siti appartenenti alla Rete Natura 2000, sui quali continueranno a prevalere le esigenze di tutela della biodiversità.
La priorità sarà assegnata alle superfici già trasformate o compromesse dall’attività umana: tetti dei capannoni, parcheggi, discariche, siti da bonificare e aree industriali dismesse con una superficie superiore a cinque ettari. La scelta punta ad aumentare la capacità energetica regionale senza sottrarre terreni produttivi all’agricoltura e senza intervenire nei contesti di maggiore valore paesaggistico.
Invasi, idrogeno e biocarburanti nel piano energetico
La strategia piemontese si fonda sul principio della neutralità tecnologica e prevede l’impiego coordinato di diverse fonti. Tra gli interventi indicati da Marnati figura il Piano Invasi, pensato per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, aumentare la sicurezza idrica e garantire riserve d’acqua utilizzabili dall’agricoltura.
I nuovi bacini potranno inoltre contribuire alla produzione di energia idroelettrica. La Regione intende affiancare a questo programma il rafforzamento della Hydrogen Valley piemontese e la diffusione di biocarburanti di nuova generazione, destinati soprattutto ai mezzi pesanti e ai comparti industriali con consumi energetici elevati.
Nel mix regionale rientrano anche il geotermico, utilizzabile per il riscaldamento degli edifici, e la biomassa legnosa locale. Residui forestali e agricoli potranno essere recuperati all’interno di filiere corte e trasformati in una fonte energetica programmabile, purché gestita secondo criteri ambientali rigorosi.
Data center con sistemi chiusi e recupero del calore
Il secondo pilastro illustrato durante il forum riguarda la regolamentazione dei data center. Il Piemonte ha ricevuto decine di manifestazioni d’interesse per strutture destinate alla gestione del cloud e delle applicazioni di intelligenza artificiale. La crescita delle richieste ha spinto la Regione ad avviare una consultazione pubblica su un nuovo disegno di legge.
La normativa dovrà prevenire pressioni eccessive sulle reti elettriche e sulle risorse idriche. Tra i requisiti previsti figurano sistemi di raffreddamento ad aria o a circuito chiuso, progettati per ridurre drasticamente il consumo d’acqua, e l’obbligo di recuperare il calore prodotto dai server.
L’energia termica di scarto dovrà essere immessa nelle reti di teleriscaldamento e potrà servire edifici pubblici, scuole e ospedali. I nuovi centri dovranno inoltre essere integrati con impianti rinnovabili destinati all’autoconsumo e localizzati preferibilmente all’interno di aree industriali riqualificate.
Marnati: «Lo sviluppo digitale rispetti il territorio»
«La transizione ecologica non si subisce, si governa», ha dichiarato Marnati. Secondo l’assessore, la crescita delle rinnovabili può procedere insieme alla difesa dei campi agricoli e delle produzioni agroalimentari piemontesi, concentrando gli impianti nelle superfici già urbanizzate.
La Regione si dichiara disponibile ad accogliere investimenti nei data center, ma chiede agli operatori garanzie precise sulla tutela dell’acqua, sull’autonomia energetica e sul riutilizzo del calore. Le nuove regole, ha spiegato Marnati, dovranno assicurare trasparenza alle imprese e protezione alle comunità che ospiteranno le strutture.
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