Piemonte, approvati i voucher scuola tra scontro e mediazione
19/06/2026
Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato a maggioranza la Proposta di delibera 160 sugli interventi per il diritto allo studio. Il voto finale, arrivato con 26 sì e 18 no, chiude una discussione politica intensa, segnata dalla presentazione di oltre seimila emendamenti da parte delle opposizioni e da una successiva mediazione tra Giunta, maggioranza e minoranza.
Nuovi importi per il voucher B
Il provvedimento, presentato per la Giunta regionale dall’assessore all’Istruzione Daniela Cameroni, ridefinisce in particolare i contributi destinati al cosiddetto voucher B, misura pensata per sostenere le famiglie nelle spese per libri di testo, attività integrative e trasporti.
Per le famiglie con Isee da 0 a 4.000 euro, l’importo sarà compreso tra 125 e 150 euro per la scuola primaria, tra 250 e 300 euro per la secondaria di primo grado e tra 400 e 500 euro per la secondaria di secondo grado. Per la fascia Isee da 4.000,01 a 9.000 euro, il contributo sarà tra 75 e 100 euro per la primaria, tra 150 e 200 euro per la secondaria di primo grado e tra 250 e 300 euro per la secondaria di secondo grado.
Resta invece invariata la previsione per le famiglie con Isee da 9.000,01 a 15.748 euro: fino a 50 euro per la primaria, fino a 100 euro per la secondaria di primo grado e fino a 200 euro per la secondaria di secondo grado.
Maggioranza favorevole, opposizioni critiche
Nel dibattito in Aula, la maggioranza ha difeso la delibera come uno strumento a sostegno del diritto allo studio e della libertà educativa. Silvio Magliano, della Lista Cirio, ha richiamato il lavoro svolto negli anni con i soggetti interessati e ha parlato di un segnale sulla possibilità per le famiglie di scegliere il percorso educativo dei figli.
Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega hanno espresso voto favorevole, sottolineando l’ampliamento della platea dei beneficiari e la necessità di evitare ritardi nell’erogazione dei contributi. Annalisa Beccaria ha definito il testo un provvedimento orientato ai cittadini, mentre Carlo Riva Vercellotti ha criticato l’ostruzionismo delle minoranze. Fabrizio Ricca ha ribadito l’obiettivo di non lasciare indietro le famiglie piemontesi.
Dalle opposizioni sono arrivate valutazioni molto dure. Il Movimento 5 Stelle, con Sarah Disabato, ha annunciato voto contrario chiedendo il ripristino della maggiorazione del 30% per studenti con disturbi specifici dell’apprendimento, bisogni educativi speciali e residenti nelle aree marginali. Il Partito Democratico, con Emanuela Verzella e Gianna Pentenero, ha giudicato la delibera insufficiente rispetto ai bisogni delle famiglie. Critiche anche da Vittoria Nallo, per Stati Uniti d’Europa, e da Alice Ravinale, di Avs, che hanno contestato il taglio degli importi per le fasce Isee più basse e l’impostazione dei contributi alle scuole paritarie.
Approvati quattro atti d’indirizzo collegati
Prima del voto finale, il Consiglio regionale ha esaminato sei atti d’indirizzo collegati alla delibera, approvandone quattro. Tra questi, all’unanimità, l’ordine del giorno presentato da Emanuela Verzella per introdurre una soluzione informatica capace di verificare automaticamente l’appartenenza dei richiedenti ai Comuni marginali e montani, riducendo autocertificazioni e controlli manuali.
A maggioranza è stato approvato anche l’atto presentato da Carlo Riva Vercellotti, che impegna la Giunta a valutare, dall’anno scolastico 2027/2028, una maggiorazione specifica per gli studenti iscritti alla classe prima di ogni ordine e grado, pari ad almeno il 25% dell’importo base spettante nella stessa fascia Isee.
Via libera unanime anche alla mozione del Movimento 5 Stelle sulle risorse necessarie a mantenere la maggiorazione del 30% dei voucher per studenti con disturbi specifici dell’apprendimento e bisogni educativi speciali, senza ridurre gli importi ordinari o le risorse destinate agli altri beneficiari.
Riparto tra voucher A e voucher B al centro del confronto
L’Aula ha approvato all’unanimità anche l’ordine del giorno della prima firmataria Gianna Pentenero, che impegna la Giunta a modificare i criteri di ripartizione delle risorse destinate ai voucher per il diritto allo studio, ripristinando dal 2026-2027 la suddivisione del 40% dei fondi alla categoria A e del 60% alla categoria B.
Prima della votazione finale, l’assessore Cameroni ha ringraziato i consiglieri che hanno partecipato al confronto e all’approfondimento del testo, definendo il provvedimento uno strumento necessario per rispondere ai bisogni reali delle famiglie piemontesi. Il voto chiude una fase di forte tensione politica, ma lascia aperto il confronto sulle risorse, sui criteri di accesso e sull’equilibrio tra sostegno alla libera scelta educativa e aiuto alle famiglie in maggiore difficoltà economica.
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