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Carceri, Formaiano: “Più diritti e percorsi di reinserimento”

10/08/2026

Carceri, Formaiano: “Più diritti e percorsi di reinserimento”

Garantire condizioni di vita dignitose nelle carceri, tutelare la salute fisica e mentale dei detenuti e rafforzare le opportunità di formazione e reinserimento sociale. È il richiamo della Garante regionale delle persone detenute del Piemonte, Monica Formaiano, intervenuta il 10 agosto in occasione della Giornata internazionale per la giustizia nelle carceri. Al centro del messaggio, la necessità di costruire un sistema penitenziario capace di coniugare sicurezza e legalità con il rispetto dei diritti fondamentali delle persone private della libertà.

Formazione, istruzione e assistenza durante la detenzione

Formaiano richiama il principio contenuto nell’articolo 27 della Costituzione, secondo il quale le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Da questo presupposto deriva, secondo la Garante, la responsabilità delle istituzioni di creare opportunità concrete che permettano alla detenzione di assumere anche una funzione di responsabilizzazione e preparazione al ritorno nella società.

Tra gli ambiti sui quali concentrare gli interventi vengono indicati istruzione, formazione professionale, assistenza sanitaria e sostegno psicologico. Investire stabilmente in questi servizi può consentire alle persone detenute di acquisire competenze, affrontare condizioni di fragilità e costruire prospettive per il periodo successivo alla pena.

La Garante pone quindi l’accento sulla necessità di superare una visione del carcere limitata alla custodia, inserendo la sicurezza in un sistema nel quale trovino spazio anche percorsi individuali di recupero e inclusione.

Salute fisica e mentale tra i diritti da garantire

Un passaggio specifico riguarda le condizioni quotidiane all’interno degli istituti penitenziari. Per Formaiano parlare di giustizia nelle carceri significa assicurare condizioni compatibili con la dignità umana e garantire un’effettiva tutela della salute, compresa quella psicologica.

La pena, sottolinea la Garante regionale, deve mantenere la funzione prevista dalla Costituzione senza trasformarsi in una condizione di sofferenza o abbandono. Da qui la richiesta di un impegno strutturale delle istituzioni, capace di intervenire sui bisogni delle persone detenute durante tutto il percorso penitenziario.

Reinserimento e riduzione della recidiva

Nel messaggio diffuso per la ricorrenza del 10 agosto, Formaiano collega inoltre le politiche di reinserimento alla sicurezza collettiva. Offrire reali possibilità di cambiamento può infatti contribuire, nella prospettiva indicata dalla Garante, a ridurre il rischio di recidiva e favorire un ritorno più stabile nella società al termine della detenzione.

La Garante regionale ha confermato il proprio impegno nel monitorare il rispetto dei diritti delle persone private della libertà personale e nel promuovere una cultura della pena basata sulla legalità e sulla funzione rieducativa. Il richiamo rivolto alle istituzioni è quello di trasformare questi principi in interventi concreti, con servizi e percorsi accessibili all’interno degli istituti penitenziari.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.