Piemonte, in Commissione Sanità audizioni su caposala e fauna
05/05/2026
La Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte, presieduta da Luigi Icardi, ha svolto due audizioni dedicate a temi distinti ma entrambi collegati alla gestione dei servizi pubblici e alla tutela del territorio. La prima ha riguardato il ruolo dei caposala e dei coordinatori infermieristici nei servizi sanitari regionali; la seconda ha affrontato le questioni legate a cinghiali, peste suina africana, lupi e colombi, con l’intervento dei rappresentanti del Tavolo Animali & Ambiente.
Nel corso della prima audizione sono stati ascoltati i rappresentanti dell’Associazione tecnico scientifica Coordinamento nazionale Caposala coordinatori, che hanno illustrato attività, funzione e criticità della figura del coordinatore infermieristico. La presidente Silvia Baggiani e la segretaria Monica Fulvia Barberis hanno denunciato una scarsa valorizzazione professionale, sostenendo che il coordinatore infermieristico svolga un ruolo centrale nell’organizzazione dei reparti e nei processi di cambiamento della sanità.
Caposala e coordinatori chiedono maggiore riconoscimento
Secondo il Coordinamento nazionale Caposala coordinatori, questa figura professionale integra competenze cliniche, tecnologiche e manageriali, contribuendo alla qualità dell’assistenza e all’innovazione dei servizi. Baggiani e Barberis hanno però segnalato una distanza tra responsabilità assunte e riconoscimento effettivo, sia sul piano organizzativo sia su quello degli incentivi.
Le rappresentanti hanno affermato che i coordinatori infermieristici dovrebbero essere considerati alla pari dei primari per le responsabilità comuni, mentre spesso si trovano esposti a pressioni e criticità operative. Una situazione che, secondo quanto riferito in audizione, rischia di demotivare molti infermieri e di spingerli verso altri ambiti professionali, anche per il progressivo sovrapporsi di mansioni che, in alcuni casi, vengono ricondotte ad attività proprie degli operatori sociosanitari.
Il Coordinamento arrivato in Piemonte nel 2025
Il Coordinamento nazionale Caposala coordinatori, attivo dal 1984, è arrivato in Piemonte il 9 maggio dello scorso anno ad Alessandria, con 90 membri. Il prossimo 23 maggio è prevista l’apertura di una sede ad Asti, mentre sono allo studio iniziative anche nella Città metropolitana di Torino.
I rappresentanti dell’associazione hanno precisato di non essere un sindacato e di non avere legami con partiti politici, indicando come obiettivo principale la tutela della sanità pubblica. Nel corso del confronto sono intervenuti anche Marco Protopapa, Domenico Ravetti e Davide Buzzi Langhi.
Cinghiali, lupi e colombi al centro della seconda audizione
La seconda audizione ha riguardato il Tavolo Animali & Ambiente, con un confronto su cinghiali, peste suina africana, lupi e colombi. Marco Francone, della Lav, ha criticato gli abbattimenti dei colombi e ha proposto soluzioni alternative considerate incruente, tra cui censimenti, cibi antifecondativi, colombaie e ultrasuoni.
Francone ha chiesto anche una revisione delle linee guida regionali del 2008, invitando a evitare allarmismi generalizzati, salvo situazioni specifiche in prossimità di luoghi sensibili come scuole e ospedali. La posizione espressa mira a spostare la gestione del fenomeno verso strumenti preventivi e di contenimento non cruento.
Peste suina e lupi, documentazione agli assessorati competenti
Anna Cristina Parruchon, della Leal, ha invece affrontato il tema dei lupi, affermando che in Piemonte ne sarebbero presenti circa 400 e sostenendo che l’eliminazione di un branco possa favorire la formazione di nuovi gruppi. Sulla peste suina africana ha attribuito una parte rilevante dei contagi negli allevamenti al mancato rispetto delle norme igieniche da parte degli operatori, più che alla presenza dei cinghiali.
Nel dibattito sono intervenute anche Sarah Disabato e Nadia Conticelli. A conclusione della seduta, il presidente Luigi Icardi ha annunciato che la documentazione raccolta sarà trasmessa all’Assessorato all’Agricoltura. Sulla peste suina africana ha inoltre ricordato che il Piemonte è tenuto ad attenersi alle normative nazionali e sovranazionali definite dal commissario straordinario.
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