Verde urbano, in Piemonte prende forma la proposta di legge per aiutare i Comuni a pianificare il futuro
25/03/2026
La seconda Commissione, presieduta da Mauro Fava, ha esaminato la Proposta di legge 125, intitolata “Disposizioni in materia di verde urbano e indirizzi per l’adozione degli strumenti di governo del verde”, aprendo un confronto su un tema che incrocia qualità della vita, pianificazione urbana e sostenibilità ambientale. Il testo punta a fornire ai Comuni, soprattutto a quelli di dimensioni più contenute, strumenti più chiari e strutturati per programmare la presenza, la tutela e lo sviluppo del verde nei centri abitati.
L’impostazione della proposta parte da un’esigenza concreta: molti piccoli Comuni, pur trovandosi a gestire spazi urbani, aree periurbane e patrimoni vegetali di rilievo, non dispongono delle stesse risorse tecniche e organizzative dei centri più grandi. Per questo, secondo quanto spiegato dal consigliere Claudio Sacchetto di Fratelli d’Italia, l’obiettivo è sostenere in particolare i Comuni sotto i 15 mila abitanti, offrendo loro la possibilità di dotarsi di veri e propri “Piani regolatori del verde urbano”, strumenti pensati per rendere più ordinata, efficace e lungimirante la gestione del patrimonio verde.
Un quadro normativo per aiutare i Comuni più piccoli
La proposta, ha sottolineato Sacchetto, è nata in collaborazione con Agrion, la Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese, e con l’Ordine degli agronomi. Un coinvolgimento che segnala la volontà di costruire una normativa fondata non soltanto su un indirizzo politico, ma anche su competenze tecniche e scientifiche, indispensabili quando si parla di pianificazione del verde, scelta delle essenze, adattamento climatico e gestione degli spazi urbani.
Tra i traguardi indicati figurano il miglioramento della qualità dell’aria, la tutela e l’incremento della biodiversità, l’individuazione delle specie vegetali più adatte ai climi del territorio piemontese e la capacità di aumentare il sequestro di CO2, in coerenza con gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La visione che emerge è quella di un verde urbano non più considerato semplice elemento decorativo o cornice marginale dell’abitato, ma parte integrante delle politiche pubbliche sulla salute ambientale, sulla qualità dello spazio e sulla resilienza delle città.
Se approvata, la legge collocherebbe il Piemonte tra le prime Regioni italiane a dotarsi di una disciplina organica in materia. Un elemento non secondario, perché il tema del verde urbano, pur essendo sempre più presente nel dibattito pubblico, continua spesso a essere affrontato in modo frammentario, con interventi puntuali ma senza una cornice generale capace di orientare scelte, priorità e investimenti nel lungo periodo.
Cofinanziamento e collaborazione tra pubblico e privato
Uno degli aspetti più interessanti della proposta riguarda la possibilità di attivare protocolli d’intesa tra soggetti pubblici e privati per il cofinanziamento dei progetti e degli strumenti di governo del verde. La norma immagina dunque una collaborazione che possa sostenere non soltanto la progettazione, ma anche la realizzazione concreta degli interventi, valorizzando in modo più ampio aree urbane, periurbane e foreste cittadine.
È un passaggio che riflette una tendenza ormai evidente: la qualità ambientale delle città richiede investimenti, competenze e capacità di raccordo tra amministrazioni, enti, professionisti e soggetti privati. In questa prospettiva, il verde viene riconosciuto come un’infrastruttura a tutti gli effetti, con ricadute che toccano il benessere dei cittadini, la vivibilità degli spazi pubblici, la mitigazione degli effetti climatici e l’attrattività complessiva dei territori.
La proposta di legge, in questo senso, non si limita a suggerire un insieme di buone pratiche, ma tenta di costruire un quadro entro cui i Comuni possano programmare in modo più consapevole e stabile. Il tema è particolarmente rilevante per i centri di minori dimensioni, dove spesso mancano strumenti specialistici o risorse dedicate e dove la pianificazione del verde rischia di restare affidata a scelte episodiche.
Consultazioni aperte fino al 15 aprile
Nel corso della seduta, la Commissione ha stabilito di aprire consultazioni online fino al 15 aprile sulla Pdl 125 e di trasmettere il testo al Cal, proseguendo così l’iter di approfondimento e confronto. Una fase che servirà a raccogliere osservazioni e contributi utili a definire meglio i contenuti della proposta, in vista dei passaggi successivi.
Nella stessa riunione si è inoltre deciso, in merito alla Petizione popolare per migliorare le ferrovie regionali, di audire il primo firmatario. Sul testo relativo al verde urbano sono intervenuti anche i consiglieri Pasquale Coluccio del Movimento 5 Stelle, Annalisa Beccaria di Forza Italia e Federica Barbero di Fratelli d’Italia, segno di un interesse condiviso su un tema che tocca da vicino amministrazioni locali, cittadini e assetto dei territori.
Il percorso avviato in Commissione apre quindi una riflessione che va oltre la dimensione tecnica. Pianificare il verde urbano significa interrogarsi sul modo in cui si vogliono costruire i luoghi della vita quotidiana, sulla qualità degli spazi pubblici, sulla relazione tra abitato e natura, sulla capacità delle amministrazioni di affrontare le trasformazioni climatiche con strumenti adeguati. Ed è proprio su questo crinale che la proposta di legge piemontese prova a collocarsi, mettendo il verde al centro di una visione più ampia di governo del territorio.