Venaria investe nel futuro: il nuovo polo scientifico rafforza il sistema della cultura piemontese
08/04/2026
Alla Reggia di Venaria la tutela del patrimonio guarda avanti con un progetto destinato a lasciare un segno concreto nel sistema culturale piemontese. Il nuovo Polo scientifico che sorgerà all’interno dell’ex galoppatoio Lamarmora, sostenuto dalla Regione Piemonte con un finanziamento di 2,5 milioni di euro, dovrebbe essere pronto entro la fine del 2026. L’annuncio è arrivato nel corso del sopralluogo effettuato dalla Commissione Cultura del Consiglio regionale, presieduta da Paola Antonetto, alla Reggia e al Centro per la conservazione e il restauro di Venaria Reale, due realtà che, osservate da vicino, mostrano con chiarezza quanto il Piemonte continui a giocare una partita importante sul terreno della valorizzazione, della ricerca e della formazione legata ai beni culturali.
La Reggia come presidio culturale e motore del territorio
La visita dei commissari, accolti dalla presidente del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude Chiara Teolato e dal presidente del Centro conservazione e restauro Alfonso Frugis, ha offerto l’occasione per misurare il peso di due istituzioni che non rappresentano soltanto un’eccellenza riconosciuta, ma anche un modello di cooperazione culturale con ricadute ampie sul territorio. Teolato ha insistito proprio su questo aspetto, ribadendo la vocazione della Reggia e delle residenze sabaude a lavorare in modo integrato, attraverso politiche di sistema capaci di consolidarne il ruolo di presidio culturale permanente.
La prospettiva, del resto, è già proiettata verso il 2027, anno in cui cadrà il ventesimo anniversario della riapertura della Reggia al pubblico. Le iniziative annunciate si svilupperanno lungo una doppia direttrice: da una parte il rafforzamento del rapporto con il territorio, dall’altra la rilettura e la valorizzazione della propria storia. In questo quadro si inserisce anche l’imminente inaugurazione della mostra “Regine in scena”, di taglio cinematografico, che si propone di offrire una chiave narrativa nuova e accessibile, capace di allargare ulteriormente il dialogo tra patrimonio storico e pubblico contemporaneo.
I numeri, d’altronde, raccontano una realtà in piena vitalità. La Reggia ha registrato oltre 31 mila visitatori nel week-end pasquale, con un totale di 567 mila ingressi nel 2025 e 285 mila dall’inizio dell’anno. Dati che confermano una tendenza favorevole e che restituiscono l’immagine di un complesso capace di attrarre, fidelizzare e rinnovare il proprio rapporto con i visitatori, senza limitarsi a una funzione espositiva ma costruendo una presenza stabile nel paesaggio culturale piemontese.
Il nuovo Polo scientifico e la centralità della ricerca nel restauro
Se la Reggia rappresenta il volto più visibile di questo sistema, il Centro per la conservazione e il restauro di Venaria Reale ne costituisce uno dei laboratori più qualificati e strategici. Le aule e i laboratori visitati dalla Commissione ospitano infatti interventi su opere e reperti provenienti da istituzioni di primissimo piano, tra cui Pompei, gli Uffizi, il Museo Egizio, il Mao, le Regge sabaude e collezioni private. È qui che la conservazione smette di essere percepita come attività invisibile e si mostra, invece, nella sua natura più esatta: studio della materia, analisi tecnica, diagnosi, sperimentazione, responsabilità.
L’annuncio di Frugis chiarisce bene la direzione intrapresa. Il nuovo Polo scientifico, che sarà inaugurato entro la fine del 2026, nasce infatti come asse strategico fondamentale per lo sviluppo futuro della Fondazione. La ragione è chiara: diagnostica e ricerca scientifica sulle opere d’arte sono ormai parti essenziali del lavoro di conservazione. Senza strumenti avanzati di indagine, senza competenze scientifiche sempre più raffinate, il restauro rischia di fermarsi a un sapere incompleto. Con questo investimento, Venaria rafforza la propria capacità di leggere le opere in profondità, di intervenire con maggiore precisione e di consolidare una filiera che unisce tutela, innovazione e alta formazione.
Un progetto che parla al Piemonte della cultura
Il sopralluogo della Commissione non ha avuto un carattere formale. Le richieste di approfondimento avanzate dal vicepresidente Daniele Sobrero e dalle consigliere Marina Bordese, Nadia Conticelli, Gianna Pentenero e Laura Pompeo hanno mostrato attenzione verso un progetto che si inserisce in una visione più ampia delle politiche culturali regionali. Il punto, infatti, non riguarda soltanto un nuovo spazio o un intervento infrastrutturale: riguarda la scelta di investire su una piattaforma che mette in relazione conservazione, conoscenza, attrattività internazionale e radicamento locale.
Venaria, in questa fase, appare sempre meno come un luogo da contemplare e sempre più come un organismo culturale complesso, capace di produrre ricerca, accogliere pubblico, formare competenze e costruire alleanze istituzionali. Il nuovo Polo scientifico si inserisce dentro questa trasformazione e ne rafforza la direzione. È un progetto che parla al presente della tutela e, insieme, alla qualità futura del patrimonio piemontese.
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