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Infrastrutture del Nord Italia, il Rapporto OTI Nord 2025 tra progressi e ritardi

04/03/2026

Infrastrutture del Nord Italia, il Rapporto OTI Nord 2025 tra progressi e ritardi

Il sistema infrastrutturale del Nord Italia continua a rappresentare uno dei fattori determinanti per la competitività economica del Paese. È questo il quadro che emerge dal Rapporto OTI Nord 2025, presentato nella sede di Confindustria Genova e redatto dall’Osservatorio Territoriale Infrastrutture, organismo nato nel 2001 su iniziativa di Assolombarda, Confindustria Genova e Unione Industriali Torino per monitorare l’avanzamento delle principali opere strategiche.

Il documento analizza lo stato di 84 interventi infrastrutturali e restituisce una fotografia articolata del Nord Italia: progetti che procedono secondo i tempi previsti convivono con rallentamenti e criticità che richiedono un rinnovato coordinamento tra istituzioni e sistema produttivo.

Nel 2025 il 43% delle opere risulta in linea con il cronoprogramma, una percentuale leggermente inferiore rispetto al 48% registrato nel 2024. Il 36% degli interventi mostra lievi rallentamenti, mentre il 21% presenta ritardi gravi, dato in crescita rispetto al 17% dell’anno precedente.

I nodi infrastrutturali e i corridoi europei

Tra i risultati più positivi emergono il sistema portuale e i nodi metropolitani di Venezia e Bologna, dove tutte le opere monitorate risultano in linea con i tempi previsti. All’opposto, la situazione più complessa riguarda il corridoio plurimodale Tirreno-Brennero (TI.BRE), dove tutti gli interventi registrano forti rallentamenti.

Il completamento delle reti TEN-T (Trans-European Network – Transport) rappresenta uno dei passaggi decisivi per trasformare l’Europa da un mosaico di sistemi nazionali in uno spazio logistico integrato. In questo scenario il triangolo MITOGENO – Milano, Torino, Genova – assume un ruolo centrale come piattaforma logistica e produttiva del Nord-Ovest.

Proprio lungo questo asse si concentrano alcune delle principali sfide infrastrutturali. La Torino-Lione prosegue con 18 fronti di scavo attivi e circa il 28% dell’opera completato, con un orizzonte di conclusione previsto nel 2033. Parallelamente, cresce l’attenzione sulle tratte nazionali di accesso, come la Avigliana-Orbassano e il potenziamento dello scalo merci S.I.TO, fondamentali per garantire la piena funzionalità del tunnel di base.

Anche il Terzo Valico dei Giovi, infrastruttura strategica per i collegamenti tra il porto di Genova e la pianura padana, dipende dal completamento di opere complementari come il quadruplicamento della linea Milano-Pavia-Voghera, necessario per evitare colli di bottiglia nei flussi ferroviari ad alta capacità.

Nodi metropolitani e sistema portuale

Il Rapporto conferma l’importanza dei nodi metropolitani nel garantire accessibilità e integrazione dei sistemi di mobilità. I risultati, tuttavia, restano differenziati. Venezia e Bologna mostrano una capacità di avanzamento particolarmente solida, mentre Milano e Genova registrano una maggiore incidenza di opere in rallentamento.

Nel caso di Milano, le difficoltà derivano soprattutto da procedure autorizzative complesse, vincoli amministrativi e criticità nel reperimento delle risorse, elementi che incidono sui potenziamenti ferroviari e sui prolungamenti delle linee metropolitane.

A Genova, nel 2025 è stato inaugurato il quadruplicamento Voltri–Genova Principe, primo tassello del nodo ferroviario cittadino, mentre il completamento del tratto Principe–Brignole è previsto per l’estate 2026. Rimangono invece ferme opere rilevanti come la Gronda di Ponente, ancora bloccata al lotto zero, mentre il progetto Skymetro in Val Bisagno è stato cancellato in attesa di soluzioni alternative.

Sul fronte portuale, il Programma straordinario di investimenti per il porto di Genova ha raggiunto circa il 70% di realizzazione, per un valore complessivo superiore ai 3 miliardi di euro. Proseguono anche i lavori della nuova diga foranea, con conclusione della fase A prevista tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028.

MITOGENO e la competitività del Nord-Ovest

Il Rapporto è stato anche l’occasione per un confronto tra i presidenti delle principali associazioni industriali coinvolte nel progetto MITOGENO.

Secondo Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, le infrastrutture rappresentano un fattore essenziale per rafforzare le connessioni tra territori ad alto valore economico come Milano, Torino e Genova. Il nodo principale resta quello della burocrazia e dei tempi amministrativi, oltre alla necessità di reperire le risorse per opere strategiche come l’estensione delle linee M4 e M5 della metropolitana milanese.

Per Fabrizio Ferrari, presidente di Confindustria Genova, sistemi infrastrutturali efficienti sono indispensabili per rendere i territori attrattivi per imprese, investitori e professionisti qualificati. Genova, primo porto italiano, potrebbe svolgere un ruolo ancora più centrale nei traffici internazionali se sostenuta da collegamenti ferroviari e logistici più efficienti.

Anche Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino, ha sottolineato come la competitività industriale dipenda direttamente dalla qualità delle infrastrutture logistiche. Il triangolo MITOGENO, ha spiegato, può diventare la piattaforma produttiva più forte del Sud Europa, connettendo sistemi industriali complementari e favorendo la mobilità di persone e merci.

La sfida del prossimo decennio non riguarda soltanto la disponibilità delle risorse finanziarie, ma soprattutto la capacità di completare l’“ultimo miglio” infrastrutturale, garantendo continuità e standard europei lungo tutto l’asse Genova-Torino-Milano.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.