Eleonora Strino, la chitarrista italiana che sta conquistando il jazz internazionale
03/03/2026
Nel panorama del jazz contemporaneo, il nome di Eleonora Strino emerge con una naturalezza che non passa inosservata. La critica internazionale la considera una delle giovani chitarriste più interessanti della scena attuale, capace di unire sensibilità melodica, eleganza tecnica e una visione musicale già matura. Il suo percorso artistico racconta una crescita costante, costruita tra studio rigoroso, incontri decisivi e collaborazioni di alto livello.
Nata in una famiglia profondamente legata all’arte figurativa – il padre e la sorella erano pittori – Eleonora ha trovato nella musica il linguaggio più vicino alla propria sensibilità. L’incontro con la chitarra avviene durante l’adolescenza, ma la direzione definitiva arriva quando ascolta Jim Hall suonare insieme a Bill Evans. Quel dialogo musicale raffinato e intimista segna un passaggio decisivo: la scelta del jazz come strada da percorrere.
Gli studi e la formazione tra Napoli e Amsterdam
La formazione di Eleonora Strino prende avvio a Napoli, città che storicamente rappresenta un crocevia fertile per il jazz italiano. Qui studia al conservatorio sotto la guida del maestro Pietro Condorelli, figura di riferimento della chitarra jazz in Italia.
Il percorso prosegue poi nei Paesi Bassi, al Conservatorio di Amsterdam, uno dei centri europei più prestigiosi per la musica jazz. In questo contesto studia con musicisti di primo piano come Martin Van Itterson, Jesse Van Ruller e Maarten Van de Gritten, affinando uno stile che unisce precisione tecnica e grande sensibilità interpretativa.
La sua carriera prende presto una dimensione professionale importante quando diventa prima chitarra nell’orchestra del compositore Roberto De Simone, esperienza che consolida la sua capacità di muoversi tra scrittura orchestrale e improvvisazione.
Le collaborazioni internazionali e l’incontro con Greg Cohen
Un passaggio decisivo arriva durante un’audizione a Berlino, dove Eleonora incontra Greg Cohen, storico bassista di Tom Waits e figura di grande prestigio nel jazz mondiale. Da quell’incontro nasce una collaborazione solida e duratura.
Con Cohen, la chitarrista italiana si esibisce in numerosi festival europei, costruendo una presenza sempre più riconoscibile sulla scena internazionale. Nel 2017 i due registrano l’album “Si, Cy”, un tributo al grande cantautore americano Cy Coleman, progetto che consolida ulteriormente il loro sodalizio artistico e che continua a essere portato in tour nei principali palcoscenici europei.
Il dialogo con il jazz italiano e i nuovi progetti discografici
Nel 2018 arriva un invito importante da parte del pianista Dado Moroni, uno dei protagonisti del jazz italiano. La collaborazione porta Eleonora Strino a esibirsi in numerosi festival e culmina nella registrazione del disco “Itamela – Dado Moroni Quartet”, inciso nel 2022 alla Casa del Jazz di Roma e prodotto dall’Auditorium Parco della Musica.
Parallelamente Eleonora sviluppa una forte attività compositiva. Nel 2019 riceve il premio per la migliore composizione al concorso internazionale Johnny Răducanu in Romania con il brano “Senza ’e Ce Sta’”. Nello stesso periodo viene invitata a presentare la propria musica con la Civica Jazz Band di Milano al Teatro Strehler, uno dei palcoscenici più prestigiosi della città.
La sua crescente notorietà viene confermata anche dalla stampa specializzata: nel febbraio 2020 la rivista internazionale Jazz Guitar Today le dedica la copertina.
Il percorso discografico continua con nuove collaborazioni. Nel 2021 entra nel progetto del sassofonista Emanuele Cisi, partecipando alla registrazione dell’album “Far Away” pubblicato da Warner Music. Nello stesso anno intraprende un tour tra Germania e Olanda e registra a Berlino un nuovo lavoro con Joey Baron alla batteria e Greg Cohen al contrabbasso, progetto internazionale prodotto da Cam Jazz.
Nel 2024 pubblica “Matilde”, ancora per Cam Jazz, insieme a Claudio Vignali al pianoforte, Giulio Corini al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria, lavoro che conferma la sua capacità di muoversi tra tradizione jazzistica e ricerca personale.
Il prossimo capitolo della sua carriera si aprirà nel 2026, quando Eleonora Strino sarà impegnata in un lungo tour negli Stati Uniti, passaggio naturale per una musicista che negli anni ha costruito un linguaggio riconoscibile e sempre più apprezzato sulla scena internazionale.
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