Asti, studenti in visita all’acquedotto di Cantarana per capire il valore dell’acqua
27/03/2026
Pochi giorni dopo la Giornata Mondiale dell’Acqua, celebrata il 22 marzo, ad Asti si è svolta un’iniziativa che ha unito educazione ambientale, conoscenza del territorio e sensibilizzazione civica. Venerdì 27 marzo ASP ha accolto agli impianti dell’acquedotto di Cantarana una delegazione di circa ottanta studenti della scuola Martiri di Asti, accompagnandoli in un percorso pensato per mostrare in modo concreto l’origine e il trattamento dell’acqua che ogni giorno arriva nelle case e nelle attività cittadine.
L’appuntamento rientra tra le proposte del sistema educativo del Comune di Asti e ha avuto il merito di portare i ragazzi dentro un’infrastruttura essenziale, spesso percepita come distante o invisibile. Aprire le porte di un impianto idrico a un gruppo di studenti significa infatti rendere comprensibile un processo complesso e, allo stesso tempo, rafforzare una consapevolezza che riguarda l’uso corretto di una risorsa primaria.
Un percorso tra captazione, potabilizzazione e distribuzione
Durante la visita, i tecnici specializzati di ASP hanno illustrato ai ragazzi i punti centrali del sistema che garantisce l’approvvigionamento idrico alla città di Asti. Gli studenti hanno potuto osservare da vicino i pozzi di captazione dalle falde sotterranee, l’impianto di potabilizzazione e le vasche di accumulo e distribuzione, seguendo il tragitto dell’acqua dalla sua origine fino all’immissione nella rete urbana.
Particolare attenzione è stata dedicata al processo di deferromanganizzazione, indispensabile per rendere l’acqua pienamente potabile e adatta al consumo umano. Si tratta di un passaggio tecnico rilevante, che consente di eliminare ferro e manganese presenti naturalmente nelle acque di falda, assicurando il rispetto dei parametri microbiologici, chimico-fisici e organolettici previsti dalla normativa. Solo dopo questi controlli l’acqua viene raccolta nella vasca da 8.000 metri cubi e successivamente distribuita verso la città.
Per molti degli studenti presenti, la visita ha rappresentato la prima occasione per toccare con mano il funzionamento di un servizio pubblico tanto importante quanto dato per scontato. Guardare l’acqua come risultato di una filiera fatta di monitoraggi, impianti, competenze e investimenti aiuta a superare l’idea di una disponibilità automatica e inesauribile.
La memoria dell’impianto e il valore educativo dell’esperienza
Accanto agli aspetti tecnici, il percorso ha valorizzato anche la dimensione storica. Ai ragazzi sono stati mostrati alcuni elementi dell’impianto di Cantarana, attivo dal 1890 grazie all’opera dell’ingegner Luigi Medici. Un passaggio che ha aggiunto profondità all’iniziativa, collegando la gestione contemporanea dell’acqua a una lunga tradizione di pianificazione e sviluppo urbano.
L’incontro si è mosso quindi su un doppio piano: da una parte la spiegazione concreta di come si produce e si controlla l’acqua potabile, dall’altra la trasmissione di una cultura della responsabilità. Durante la visita, infatti, sono stati forniti anche consigli pratici per evitare sprechi nella vita quotidiana, con un linguaggio accessibile ma preciso, adatto a coinvolgere studenti in età scolare e, attraverso di loro, anche famiglie e comunità.
Questo tipo di attività ha un valore che va oltre la singola giornata. Quando un tema ambientale viene affrontato nei luoghi in cui prende forma, la lezione diventa più incisiva e meno astratta. L’acqua smette di essere una nozione scolastica e torna a essere un bene da conoscere, rispettare e difendere.
Il legame tra acqua, diritti e responsabilità collettiva
L’iniziativa ha permesso anche di richiamare il significato più ampio della Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita nel 1992 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per mantenere alta l’attenzione su una risorsa essenziale per la vita. Il tema scelto per quest’anno, “Water and Gender”, ha posto al centro il rapporto tra accesso all’acqua e parità di genere, ricordando come in molte aree del mondo la carenza di servizi idrici sicuri colpisca soprattutto donne e ragazze, con effetti diretti su salute, istruzione, sicurezza e possibilità economiche.
Anche questo aspetto rende particolarmente significativa l’esperienza proposta ad Asti. Educare i più giovani all’uso consapevole dell’acqua significa collegare i comportamenti quotidiani a una visione più ampia, che comprende ambiente, diritti e giustizia sociale. È un modo serio per formare cittadini più attenti, capaci di leggere una risorsa locale dentro una questione globale.
Alla visita hanno preso parte anche l’amministratore delegato di ASP Massimo Cimino e l’assessore all’Istruzione del Comune di Asti Loretta Bologna, che hanno ribadito il valore dell’iniziativa come strumento di sensibilizzazione concreta. Il messaggio emerso è chiaro: comprendere come l’acqua venga gestita e monitorata aiuta a percepirne il peso reale nella vita di tutti i giorni e a considerare il risparmio idrico come una responsabilità condivisa. Un concetto ripreso anche dal sindaco Maurizio Rasero, che ha ringraziato i ragazzi partecipanti auspicando che i suggerimenti ricevuti possano tradursi in comportamenti utili, da diffondere anche tra amici e familiari.