Asti avvia la comunità energetica rinnovabile provinciale: energia condivisa per cittadini e imprese
10/03/2026
La transizione energetica passa sempre più attraverso modelli territoriali capaci di coinvolgere istituzioni, imprese e cittadini nella produzione e condivisione di energia pulita. In questa direzione si inserisce la nascita della Comunità Energetica Rinnovabile (CER) della Provincia di Asti, ufficialmente costituita e già operativa con l’obiettivo di promuovere un sistema energetico locale sostenibile, collaborativo e accessibile.
La presentazione ufficiale del progetto si è svolta il 6 marzo nel salone consiliare della Provincia di Asti, ente capofila dell’iniziativa, davanti a sindaci, amministratori locali, tecnici comunali, operatori del settore energetico e rappresentanti dell’informazione. L’incontro ha segnato l’avvio concreto della fase operativa della comunità energetica e l’apertura del percorso di adesione per enti pubblici, imprese e cittadini interessati a partecipare al progetto.
La costituzione della CER rappresenta il risultato di un lungo lavoro amministrativo e tecnico, necessario per rispettare le procedure previste dal codice dei contratti pubblici. Un percorso complesso che ha richiesto un importante impegno istituzionale e che ha visto il contributo decisivo del compianto segretario generale Paolo Morra, il cui lavoro è stato successivamente proseguito dai dirigenti Edoardo Tobaldo e Michele Maldonese.
Un modello pubblico per la transizione energetica locale
Secondo il presidente della Provincia di Asti Maurizio Rasero, il progetto nasce da una collaborazione trasversale tra soggetti istituzionali e stakeholder del territorio, con un’impostazione volutamente apolitica e orientata al servizio della comunità.
L’iniziativa rafforza il ruolo della Provincia come ente di coordinamento delle politiche energetiche territoriali. Attraverso la CER, infatti, i comuni, le piccole e medie imprese, le associazioni e i cittadini possono partecipare alla produzione e condivisione di energia rinnovabile, contribuendo alla riduzione dei costi energetici e all’abbattimento delle emissioni.
Il consigliere provinciale delegato all’Ambiente ed Energia Andrea Gamba ha evidenziato come la comunità energetica rappresenti uno strumento organizzativo concreto per i comuni del territorio. La struttura offrirà infatti supporto amministrativo, tecnico e normativo ai soggetti aderenti, facilitando lo sviluppo di progetti energetici basati sull’autoconsumo condiviso.
L’obiettivo è costruire una rete territoriale capace di generare benefici ambientali, economici e sociali, favorendo allo stesso tempo un maggiore grado di autonomia energetica.
Il ruolo tecnico della società Green Wolf CER
Un contributo decisivo nella progettazione e nella struttura operativa del progetto è stato fornito dalla società Green Wolf CER di Pinerolo, che si è aggiudicata l’appalto per l’accompagnamento tecnico e gestionale della comunità energetica.
L’amministratore delegato Stefano Bonino ha illustrato le principali fasi che hanno portato alla nascita della CER e le prospettive di sviluppo future. Il modello progettato prevede una comunità energetica a trazione pubblica, caratterizzata da governance trasparente e da una partecipazione progressiva di enti locali, imprese, cittadini e associazioni.
La struttura giuridica prevede la costituzione di una fondazione di partecipazione con maggioranza pubblica, alla quale sarà possibile aderire gratuitamente attraverso un portale dedicato. Successivamente verranno progettati e realizzati nuovi impianti per la produzione di energia rinnovabile, attivando progressivamente le configurazioni energetiche sul territorio.
Incentivi e primi impianti già attivi
Durante l’incontro è stato illustrato anche il ruolo degli incentivi energetici, in particolare del Conto Termico 3.0, strumento gestito dal GSE che sostiene gli interventi di efficientamento energetico e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
L’integrazione tra comunità energetiche e incentivi pubblici consentirà di accelerare gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati, riducendo l’entità degli investimenti iniziali e favorendo tempi di ritorno economico più rapidi.
La comunità energetica provinciale potrà contare fin da subito su una base operativa già avviata. Nel territorio astigiano risultano infatti attive otto configurazioni energetiche, due delle quali già operative, con una potenza complessiva di circa 2 megawatt di impianti fotovoltaici e una produzione stimata di 2,3 gigawattora di energia pulita destinata alla condivisione tra i membri.
Questo primo nucleo rappresenta il punto di partenza di un progetto destinato a crescere nel tempo, integrando nuovi impianti e nuovi soggetti aderenti e contribuendo alla costruzione di un sistema energetico più sostenibile e partecipato per l’intera provincia.
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